Balloon

Benvenuti nell'angolo del manga! Qui si parlerà di manga, la mia passione e di tutto ciò che in qualche maniera si collega ad essi. Spero siate assidui e numerosi frequentatori di questo Blog. Kia

domenica, aprile 29, 2007

Ecco l'ennesima dimostrazione che...

...che il fumetto ci circonda... ci è intorno insomma e passa inosservato proprio perché egregiamente integrato nei nostri schemi socio-culturali! Vi state chiedendo di cosa sto parlando eh? Bhè non ci crederete ma per la gioia di alcune giovani fan di Avril Lavigne (da noi un po' cattivelli ribattezzata Aprile, Rambona Lavigna :P), è uscito il 10 aprile scorso il primo fumetto manga ispirato proprio a lei. Il secondo numero è previsto per il prossimo 3 luglio e... non faccio nomi, ma conosco una fan accanita che di sicuro sarà stra-contenta di saperlo! Mi dispiace però informarvi che questo fumetto per ora è solo in inglese e bhè... se sei un vero fan lo compri lo stesso, al massimo ti eserciti un po' in inglese ;)
Comunque, il punto che mi interessava sottolineare è che il fumetto nasce, cresce e morirà come prodotto culturale di massa per cui.. sì, è vero disegnano proprio di tutto, ma forse è proprio questo essere così vicino alla vita di tutti i giorni e ai gusti di tutti che lo rende davvero speciale! Di questo ne sono profondamente convinta! ^_^
Ad ogni modo non pensiate che è arrivata Avril e fa il miracolo. Ci sono illustri predecessori cantanti che sono finiti nei manga! E' toccato già ad Alice Cooper, i Kiss e a Curtney Love che è finita addirittura tra le pagine di Princess Ai, libero adattamento in chiave fantasy della vita della famosa pop star, che ha il character design della mitica maestra Ai Yazawa (e qui mi inchino). Per chi ancora non conosce la Yazawa, non preoccupatevi, presto parlerò anche di lei e vi farò entrare nel suo fantastico mondo... ehehe
Ma andiamo avanti... L'altra notizia più o meno inerente è che in America si sta diffondendo un nuovo fenomeno, che consiste nel disegnare le star di Holliwood in forma di poster pin up, quindi in forme di "nudo artistico". Qualcuno più indulgente ha lasciato correre; mentre qualcun altro ha già intentato una causa. E' il caso di Keira Knightley divenuta protagonista inconsapevole di un fumetto in cui Johnny Depp e Orlando Bloom (protagonisti della saga dei Pirati dei Caraibi) mostrano nei suoi confronti attenzioni morbose ovviamente a sfondo sessuale. Che dire?! Se ne vedono e sentono di tutti i colori. Per completezza di informazione, faccio presente che queste notizie sono state da me raccolte dal sito di libero, navigando qua e là. Ho riportato un sunto della news sulle star pi-up ma mi sono documentata ulteriormente per quanto riguarda il fumetto di Avril Lavigne, fino ad arrivare al sito ufficiale che riporto qui di seguito.


Ovviamente questo post non è quello che avevo cominciato a scrivere, per cui a breve ne arriverà un altro, ma mi sembrava carino segnalarvi anche queste notizie. I fumetti di Avril sono ordinabili in internet e se siete suoi fan non vi resta che procurarveli con ogni mezzo ;)
Bene, ora vado a nanna vista l'ora che ho fatto per finire di scrivere. Per ora un salutone e a presto. ^_^

primo e secondo volume del fumetto :)

Etichette:

lunedì, ottobre 30, 2006

HALLOWEEN'S MAJOCCO.

Ragni, serpenti e lingue di gatto...
Rane, lombrichi e dita di un matto...
Balloon è stregato, fatto il misfatto!

Halloween si avvicina e come posso ignorare l'argomento! Oggi si parla del magico e del soprannaturale nel fumetto e negli anime. Evia con streghe, streghette, maghe e chi più ne ha più ne metta!!
C’è da dire che nel panorama editoriale non c’è grande attenzione per questo tema… Winx a parte; ma anche in questo caso stiamo parlando di cartoni animati e non so se esiste un fumetto postumo al cartone… Comunque il tema del soprannaturale è senz’altro noto al mercato americano che da sempre pullula di supereroi come Superman, l’Uomo Ragno, gli X-Men, i Fantastici Quattro, Wonder Woman, ecc.
Ma mentre questi per il 90% dei casi, il soprannaturale è diciamo “indotto” da strane mutazioni genetiche; per il manga giapponese il magico è qualcosa che esiste a prescindere e si manifesta nella quotidianità. L’argomento nel manga ha acquistato un’importanza tale da conquistarsi una tipologia a parte detta Majocco, ossia il filone delle maghette. Carino come nome vero?
Conseguenza di tale tipologia, l’orda di cartoni animati a tema che sono arrivati sui nostri schermi a partire dagli anni ’70!!! E qui comincia il nostro post-amarcorde…
La prima maghetta creata nel 1966 è stata “Sally la maga” (Maho-tsukai) che creò anche lo stereotipo della maghetta, una giovane figura femminile che dotata di poteri magici affronta la vita e le avventure che il quotidiano presenta. Da qui, la base, tutte le successive variazioni su tema!
A noi ovviamente sono più note quelle arrivate sui nostri schermi tv, come l’incantevole Creamy, Evelyn, Magica Emi e Sandy dai mille colori. Questo per quanto riguarda gli anni ’70 – ’80; ma soprattutto gli anni ’80, epoca in cui in Italia comincia una strutturazione dei palinsesti che comprende la tv dei ragazzi e si introducono nella programmazione quotidiana anche i cartoni animati giapponesi. Diciamo comunque che anche se presenti poco o niente in Italia, negli anni ’70 le majocco sono caratterizzate dal tema della vacanza sulla terra e dei rapporti, più p meno ostacolati, della maghetta con i suoi amici terrestri. E’ del 1974 infatti uno dei maggiori successi del genere: Majocco Megu chan, tradotto con “la piccola maga Meg”, misteriosamente diventato da noi “Bia, la sfida della magia”. Questo cartone in Italia è andato in onda nel 1981 e solo quelli un po’ più vecchietti come la sottoscritta se lo ricordano… Cavolo, adoravo quel cartone!! >_<*Kia si pulisce gli occhiali, li inforca e sale in cattedra*
Ebbene, definiamo idol delle ragazze giovanissime che cantano, ballano, recitano e diventano famose per il tempo necessario a guadagnarsi l’appellativo di meteore, vale a dire per pochi mesi.
Ogni ragazza giapponese sogna di diventare una idol e questo diventa il nuovo target delle majocco che riuniscono le maggiori produzioni attorno a tre temi centrali: la fiaba, il quotidiano e il desiderio delle ragazze di crescere e diventare adulte in fretta. Tutto questo si traduce in una valanga di produzioni e tipologie; ed ecco arrivare nel 1983 L’incantevole Creamy (Maho no Tenshi Creamy Mami)... fantastico… io la uso come suoneria per il cellulare!! ^_^ Palimpampù…
Seguono i fratelli minori: Memole dolce Memole (Tongariboshi no Memol), Magica magica Emi (Maho no Star Magical Emi), Sandy dai mille colori (Maho no idol pastel Yumi).
Ehi! Non ho mica finito l’elenco… che pizza direte! Ma come faccio a lasciar fuori Lamù (Uruseyatsura), che per anni ha turbato i sogni erotici di tutti i maschi italiani!
Arriviamo così agli anni ’90. Se agli ’80 pensavo con nostalgia, a quest’epoca guardo da vera cartoon addicted, un modo fico per dire che sono una fanatica intossicata di cartoni animati…
Dicevo, gli anni ’90 sono battezzati come epoca di Sailormoon e delle varie paladine combattenti come Card Captur Satura o le Tokyo Mew Mew per citare gli esempi più famosi. Il primo comunque è stato Sailormoon, nato nel 1992 e divenuto ben presto un vero fenomeno di costume (Io ho anche l’album delle figurine!! Me ne mancano solo 8, chissà se le posso ancora richiedere… vabbè comunque…) Grande Sailormoon!!! Basta ho detto, andiamo avanti!
Sailormoon è l’anime che ha rilanciato l’animazione giapponese in tutto il mondo, tanto da permettere anche l’ingresso nel mercato USA, non senza grosse sponsorizzazioni che oltre a promuovere il prodotto ha eluso persino l’ostacolo censura che criticava i vestiti succinti delle guerriere. Cosa non da poco!! Non si contano nemmeno i cartoni rovinati in Italia dalla censura!! Un giorno magari dedico un post alla censura e ai retroscena mai trasmessi degli anime andati in onda in Italia, ne avrei cose da dire…
E pensare che Sailormoon era nato come spin-off della serie più popolare Code Name Sailor V (Nome in codice Sailor V – ossia Sailor Venus, quella arancione per capirci).
Queste ragazze guerriere devono difendere la terra da nemici bellissimi ma altrettanto cattivi. Ora non si tratta più solo di fare magie!! Anche se il quotidiano rimane sempre un ingrediente fondamentale della formula e proprio la presenza di difetti anche caratteriali nelle protagoniste ha contribuito a rendere i personaggi più reali, quindi più apprezzati e migliori degli anime precedenti.
Per quanto riguarda gli anni 2000, forse è un po’ presto per fare del revisionismo ma di sicuro ci sono dei casi interessanti da tenere d’occhio, come Pretty Cure, Winx e Witch, esempi di animazione giapponese, italiana e americana. Streghette computerizzate con armi supertecnologiche ma sempre streghette sono.
Dunque, le streghe e le fate ci sono, le ragazze e il magico pure… direi che per il post su Halloween siamo salvi!! Voi che ne dite?
Kia ^_~

Etichette:

venerdì, giugno 30, 2006

Se non è contaminazione di generi questa....

Ciao! Bentornati, so bene che dovrei sbrigarmi ad aggiornare la versione inglese ma se non scrivo, mi perdo un sacco di notizie interessanti in italiano... Allora, per la gioia di grandi e piccini... oggi parliamo di Protezione Civile.... ah, lo sapete già? Sì, anche io so che la notizia è dell'altro ieri e che ormai è già rimbalzata sul web, ma... io avevo tempo di scrivere solo oggi!!
Vuol dire che oggi scriverò solo per chi ancora non sa. Ebbene la Protezione Civile da un paio di giorni ha presentato i due nuovi spot: uno contro gli incendi e uno per difendersi dal caldo di queste settimane e di quelle che verranno. Nei prossimi giorni verrà aggiunto un terzo spot sull'uso razionale dell'acqua risorsa ahimé in calo che spesso proprio d'estate siamo portati a sprecare.
La realizzazione degli spot è stata curata da Flavio Campagna Kampah, già collaboratore del regista Ridley Scott. Ma la notizia più succulenta per noi di Balloon sta nel fatto che a disegnare questi spot sotto forma di cartone animato è stato Leo Ortolani! Chi bazzica i fumetti sa benissimo chi è, per chi non lo sapesse è il papà di Rat-Man, una catastrofe della natura super divertente che appassiona molti lettori della PaniniComics. come presentare Leo Ortolani in poche parole? Nel 1995 si autoproduce e nasce la testata Rat-Man che è arrivata fino ad oggi più che mai in salute. Se volete saperne di più vi metto in fondo alla pagina il minisito fatto molto bene della Panini tutto su Rat-Man e Leo Ortolani. Per ora, vi inserisco i due spot della Protezione Civile così ve li guardate! Ciao e alla prossima, forse avrete capito che non ho molto tempo per scrivere, ahhhh lo studio!!!!!
ciao ciao
Kia ^_^
Link da cui potete vedere gli spot senza doverli scaricare:

Etichette:

venerdì, febbraio 03, 2006

Manga tanto pure a me!!!!


ECCOMIIIII!!!
Dunque, vediamo se, come ho anticipato, mi riesce un ritorno alle scene in stile Hollywoodiano o se invece sarò capace solo di un piccolo ritorno in sordina...
Comunque lo spunto per questo post, nasce in maniera spontanea e in quanto naturalmente donna non biasimatemi se dico che l'articolo a cui mi ispiro intitolato Mi MANGA Tanto l'ho trovato su Cosmopolitan di gennaio 2006 mentre mi stavo facendo i capelli dalla parrucchiera!!!! Inutile dirvi a questo punto che l'articolo è serio e vuole rendere uno dei punti di vista sull'attuale panorama culturale odierno e che vorrei raccogliere qualche vostra impressione a riguardo.... Vi prego non abbiate pregiudizi sulle parrucchiere!!! Sì, c'erano anche novella 7000 e Chi? ma io volevo leggere Cosmopolitan.... Ad ogni modo, ogni parte di testo che troverete da qui in avanti tra virgolette sarà una diretta citazione dell'articolo in questione.
Andiamo avanti. Si parte dalla moda e dal ritorno di Hello Kitty, dal fenomeno Emily la stramba e dalle vendite di dvd old style di Lady Oscar e Lupin III per ampliare lo sguardo e capire perché questi articoli sono così di moda, quali sono le tendenze che ci sono dietro.
Nell' articolo sono citati nomi e libri di molti sociologi famosi che affermano una predominanza femminile per quanto riguarda fumetti dall'Oriente, data la lunga tradizione artistica femminile in questo campo, dalla mitica Ai Yazawa (Nana, Paradise Kiss, Cortili del cuore) alla fenomenale Kaori Yuki (Angel Sanctuary) alle stravaganti Clamp (Tokyo Babylon e Miyuki).
"Amano tanto queste storie perché affrontano, senza pudori, tematiche di ogni tipo: questioni familiari, sessualità, morte. Non ci sono tabù. Con gli shojo, poi, scatta l'identificazione emotiva: le eroine danno molto spazio ai sentimenti." Questo è ciò che pensa il direttore editoriale della casa editrice Tunué. Voi cosa ne pensate? Io concordo pienamente. Pensate che in un manga che ho letto recentemente c'era una scena della durata di alcune pagine in cui due protagoniste discutevano di pillola e preservativo. Certo il fumetto è rivolto ad un pubblico maturo, ma che vuol dire? Quando una ragazza va a comprare il fumetto, chi lo vende non sempre l'ha letto e che ti chiede se sei maturo o no? Ma ché, te lo vende e basta e ve lo immaginate se un fumetto del genere fosse stato scritto in Italia? Mai!!! Impossibile!!! Censura assicurata! Forse sto esagerando, ma è solo per mostrare che straordinario mezzo di comunicazione è il fumetto. Come attraverso una piacevole lettura l'autore può veicolare i più disparati contenuti utili, formanti o fuorvianti, il potere è nelle mani di chi scrive. Il mitico Doc ( Alias Roberto Blarasin), recentemente mi ha portato un articolo di giornale in cui si diceva che in Giappone sono comparsi sugli scaffali delle librerie dei fumetti razzisti per screditare la Cina che sta emergendo come concorrente sul mercato. Ecco un esempio di contenuti fuorvianti.
Ricordiamoci però che fumetti non è solo manga ma anche eroi americani per esempio; pensiamo a X-men... "I fumetti hanno iniziato a rivolgersi ad un pubblico adulto negli Anni 70, quando, con la diffusione della tv, la cultura dell'immagine ha trionfato e i libri sono entrati in crisi: i fumetti rappresentano un buon compromesso" dice un sociologo e si passa all'opiniopne di un guru del marketing Faith Popcorn che per l'occasione ha coniato il termine "downaging" (letteralmente - andare giù con l'età - in italiano reso con regressione), che indica la tendenza da parte degli adulti ad abbassare l'età dei propri comportamenti e consumi. Una regressione dovuta a quello che lei chiama "futuretense", ovvero l'ansia del futuro", che spinge a guardare con nostalgia il periodo in cui la nostra unica preoccupazione era non farsi rubare la merendina. "Oggi è tutto più complesso, a partire dalle relazioni. Le regole del gioco sono cambiate: non sappiamo più come comportarci con gli altri. Ecco perché i reality show hanno successo: sono laboratori di vita da osservare per capire meglio la propria. La difficoltà nei rapporti crea anche qualche problema di identità. In mancanza di valori forti come quelli delle generazioni passate, è il feedback degli altri a dirci chi siamo: ma se non possiamo contare su relazioni chiare e affidabili, entriamo in crisi con noi stessi. Così ci rifugiamo nel passato e questa infantilizzazione della società aumenta con il crescere di situazioni ansiogene: la mancanza di tempo per sé, lo scenario internazionale che fa vivere nel terrore, la crisi economica e del lavoro, le catastrofi naturali." Insomma una specie di terapia contro le insicurezze moderne, almeno così sintetizzano diversi sociologi citati.
Allora cosa ne pensate? Io concordo su tutta la linea e ho ritrovato in queste frasi il pensiero mio e di molti miei amici. Quando parlo del più e del meno spesso è emerso questo bisogno di relazioni stabili. Questo continuo bisogno di sicurezza, nel lavoro, negli affetti, nelle abitudini. Ma davvero non siamo più capaci di vivere alla giornata e di scoprire cosa ci riserva la vita? Davvero non siamo più in grado di rischiare un po'? Io, forse in preda a una visione un po' pessimistica, fatta di castelli in aria dico la mia: anche a me manga tanto la merendina e i cartoni delle quattro del pomeriggio!
L'articolo non è terminato, ma non voglio mettere troppa carne al fuoco. Tornerò a citarlo dopo essermi documentata un po' di più su alcuni punti. Per ora è tutto, fatemi sapere cosa ne pensate, davvero mi interessa!!! Questo è CERTO!
Kia

Etichette:

sabato, ottobre 15, 2005

Ma quando dico manga, come distinguo i generi?

Entriamo un po' nello specifico! Sì, scusate se sarò barbosa, ma ritorno in cattedra e vi spiego qualcosina in più dei manga, giusto per farvi diventare dei veri "otaku"... ops scusate! Dei veri fan; l'espressione nella sua accezione più negativa indica un fissato, un ossessionato da qualcosa, quindi non si usa solo per i fumetti ma in generale.
Parentesi chiusa, passiamo all'argomento del post, ovvero: ci sono dei generi anche per i manga? Certamente sì! E come li distinguo? E qui cominciamo la trattazione.
Ci sono manga per bambini, per ragazzi, per adulti, e questa potrebbe già essere una prima suddivisione. In riferimento, invece, alle storie trattate possiamo avere manga comici, che si concentrano su situzioni particolarmente divertenti; manga sperimentali, che fanno uso di espressioni innovative; manga sportivi, che parlano di un determinato sport (vedi slam dunk) oppure manga scolastici, che raccontano le vicende scolastiche dei protagonisti... ma i generi fondamentali sono quattro:
1. Gli SHONEN (in giapponese "ragazzo"): sono i manga pensati principalmente per i ragazzi; in genere trattano di sport (soprattutto baseball e calcio), oppure sul filone della fantascienza, trattano di robot e piloti che salvano la terra da un'invazione aliena... Non sono mai erotici!
2. Gli SHOJO (in giapponese "ragazza"): sono i manga destinati ad un pubblico di suffragette come me, si sono quelli lacrimevoli con storie d'amore struggentissime... avrete capito perché mi è caduto sopra l'appellativo di suffragetta... Comunque, affrontano temi romantici, infatti, sono detti anche romance; hanno di solito protagoniste femminili e anche qui abbiamo dei sotto filoni: quello delle maghette detto "majocco", quello sportivo (pallavolo e tennis soprattutto) e quello degli shojo generalisti, che trattano storie romantiche in generale.
3. Gli SHONEN AI (amore tra ragazzi): in principio appartenevano al genere degli shojo manga, ma poi hanno avuto un tale successo da costituire una produzione a parte. Sono infatti destinati ugualmente a un pubblico di ragazze eterosessuali e di ragazzi gay. L'amore è qui vissuto sia in chiave romantica che erotica con qualche sprazzo di sadomasochismo, fermo restando che i protagonisti sono sempre ragazzi omosessuali.
4. HENTAI (erotico): per "immagini hentai" si intendono tutte le rappresentazioni ispirate alle più famose eroine dei fumetti nipponici in versione deshabillée... diciamo pure erotica! Questo è un mondo che praticamente non ha confini, poichè al di là della produzione narrativa comprende anche singoli disegni. Fattore comune è l'atmosfera erotica che si respira anche in un semplice ritratto. Comprende i filoni "Ecchi" (zozzo), "Oppai" (grosso petto), "Lolita", che si usa anche in italiano, e diversi altri.
Ecco ora siete pronti per entrare in fumetteria e fare gli smargiassi! "Ehi è arrivato il mio shojo?" e tutta la fumetteria vi guarderà in adorazione come foste veri esperti nipponici.... Non è assolutamente vero, non succederà niente di tutto questo, però adesso sapete qualcosa in più che approfondiremo prossimamente. Ecco forse finalmente potete comprare i manga porno in fumetteria senza essere sgamati da tutti, ma solo da chi li legge e sa che si chiamano hentai... un po' come un nome in codice, chi li legge sa cosa state chiedendo ma con discrezione fa finta di niente... scherzo!
Sia ben chiaro che tutto quello che avete letto in questo post nella vita non vi servirà a un bel niente, però ripeto prima o poi potrete fare i saccenti e gli smargiassi con qualcuno e questo post avrà trovato la sua utilità. Alla prossima!
Kia

Etichette:

martedì, ottobre 04, 2005

Chi ha detto che il fumetto è per bambini?

Allora!!!! Che ne dite del nuovo vestitino del mio blog???? Spero vi piaccia anche se ammetto che è più da signorine... però attenzione perché i temi trattati sono per tutti e non solo per le gentil donzelle!.
Oggi tocca a me essere un po' polemica, altri sul blablog mi precedono e hanno parlato dei pregiudizi legati ai videogiochi e per questo vi rimando al nostro Fruntì. Io intendo parlare in questo post dei pregiudizi che riguardano il fumetto, un po' meno dei videogiochi, anche se sono stati usati spesso acronimi come giornaletto o libri per bambini.
Già da un po' volevo farvi notare come in tv, magari senza accorgercene, il fumetto sia usato come strumento comunicativo; ne sono esempi l'ultima pubblicità di Adriano Celentano, i vari video musicali del gruppo Gorillaz e, per i fortunati che l'hanno vista, della sigla d'apertura di quest'anno della 62° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, la prima sigla in stile pop art dichiaratamente ispirata al fumetto. Peccato che di tutte queste cose interessanti non ho trovato nemmeno un link e questa volta purtroppo dovrete andare voi a caccia per il web.
Avete mai pensato perché il fumetto è un "giornaletto per bambini"?

Bhè, suppongo sia perché è chiaro, facile da leggere, le frasi sono corte e di sempilce sintassi, è immediato... e avete mai pensato che proprio per queste sue caratteristiche il fumetto è un mezzo di comunicazione estremamente usato, talmente usato da passarci sotto gli occhi distrattamente. Sostengo questa mia tesi, propronendovi come esempio la pagina di Lupo Alberto che periodicamente trovate su un noto settimanale tv e che da sempre propone una critica e satira tv spiritosa e divertente.
Ora però è giunto il momento di sfatare per sempre il mito del giornaletto per bambini!!
In questi giorni, strano a dirsi, ma sto preparando un esame per l'università e guarda guarda cosa mi capita sotto gli occhi... il test del fumetto! Poi leggendo mi sono accorta che mi era stato accennato qualcosa di simile ad un'altra lezione... mi piace tergiversare e tenervi sulle spine!
Ok, ok ve lo spiego. La materia è Metodologia della Ricerca Sociale, cioè come viene svolta una ricerca a sfondo sociale e quindi quali sono i mezzi per farlo: sondaggi, interviste dirette, ecc. Tra queste tecniche compare anche il test del fumetto. Precisamente è una tecnica indiretta proiettiva, molto usato in psicodiagnostica insieme al test di frustrazione di Rosenzweig. In poche parole al soggetto si presenta una serie di tavole che rappresentano una persona che vive una situazione frustrante. Il balloon del fumetto rimane vuoto e il soggetto in esame è invitato a scriverci le parole che, secondo lui, il personaggio pronuncia o pensa in quella situazione. Il presupposto è che il soggetto si identifichi con il personaggio del fumetto frustrato e proietti nelle risposte i propri atteggiamenti. Il test è comunque estendibile anche a situazioni diverse, di natura sociale o politica, dove il soggetto può essere ugualmente facilitato dal fumetto ad esprimere il proprio atteggiamento. E' proprio questo che mi ha fatto ricordare che una volta, durante un laboratorio di semiotica, siamo stati sottoposti ad un test di questo tipo che misurava la nostra creatività e il professore... il mio mitico professore che ho citato nel mio primo post, ci disse che spesso nelle agenzie pubblicitarie ci sono test psicologici di questo tipo per verificare il grado di creatività del candidato. Avete visto quante applicazioni per il nostro "giornaletto da bambini"?
A presto

Kia

Etichette: